Quanto è semplice vivere in una bolla di melancolia?
Young Art Hunters è lieta di presentare Melancholyville, l’ultima collettiva del 2024. La melancolia non è un sentimento esclusivamente contemporaneo, anzi ha origini nella Grecia Antica. Tuttavia, ha cambiato forma in correlazione dell’evolvere della società. Infatti, ogni epoca le ha attribuito un nome e una sfumatura semantica diversa: i latini la chiamavano tristitia, a sottolineare il suo lato triste e dimesso; i teologi del medioevo acoedia, sinonimo di pigrizia, arrivando a chiamarla addirittura il diavolo di mezzogiorno, perché colpiva i monaci nelle ore più calde; i poeti cavallereschi malattia d’amore, ovvero la follia che colpiva gli innamorati; i romantici dell’Ottocento spleen, dove finalmente le si riconosce il suo potere creativo.
Erika Allia
Gabriele Argentino
Andrea Ballestra
Alina Giza
Lorenzo Lanfri
Alice Mancini
Andrea Paravelli
Basile Sepulchre
Raffaele Sperandeo
Pauline Talleri
Mostra curata da Barbara Basile, Laura Schiavon e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LAURA SCHIAVON . LIVIA OCCHIGROSSI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
Siamo in cerca di un obbiettivo, o dei suoi frutti?
La questione sorge da un sentimento innato, così radicato da connettere la materia al suo involucro. Ciò che trovo non è e non sarà la sua forma assoluta, nel tempo il guscio delle aspettative viene scalfito, si sgretola, rivelando molti aspetti senza un fondamento logico, rivelando il mistero. Costruendo embrioni da questa bolla di vuoto, in cui il pensiero percepisce la mancanza di informazioni, vedo un cosmo disperso con riferimenti stranieri. Non necessito di altre visioni per spiegare la dispersione intellettuale di una mente in continua confutazione oltre alle classiche uova del mondo animale. Sono un’ottima deposizione, un’arringa dichiarata apertamente sulla caducità delle convinzioni.
Un uovo di quaglia, una volta schiuso dall’interno, non appartiene più a quell’animale, ma darà una versione parlante dell’involucro, con esatti colore e forma. Non si può dire lo stesso dell’uovo di struzzo, non è coerente la sua controparte animale.
Nonostante si possa riconoscere una varietà nei modi in cui la procreazione agisce, sono riuscito a fermarla, come un immagine immobile nello spazio. Conservare il dubbio e rendere la realtà un concepimento inamovibile ha generato un altro tipo di evoluzione, meno consapevole, più libera dallo schema generale prestabilito.
Fantasticare sulle probabilità di un ipotetico essere vuoto, un seme così vivo da imporsi l’eternità immobile, riflette il desiderio di scindere in vari segmenti tutto il processo vitale e sui motivi costruiti nel corso dell’avvicinarsi alla “scadenza” dell’individuo. (Da aggiungere la parte di far ritornare all’uovo originale, quindi non rotto)
Vorwerk riporta la mitologia di un arcano equilibrio, tagliare il cordone ombelicale quando la forma ovale non ha ancora resa nota la sua materia per mostrare un universo di esseri ancora da decifrare, nella loro forma ideale. Possono comportarsi liberamente, all’interno di questo scudo combattono contro la realtà canonica e comunicano la loro inesistenza perenne.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LAURA SCHIAVON . LIVIA OCCHIGROSSI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
The Others 2024
Martyna Pietrasik
Anna Pennati
Ipsilonpi
Liubov Bochkova
Mauro Valsecchi
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
‘Il contrasto è l’essenza dell’arte e dell’esistenza. È ciò che dà vita all’ordinario e rivela lo straordinario’
Young Art Hunters è orgogliosa di presentare Reflections In Duality, la mostra personale dell’artista americana Lynette Reed.
L’esposizione mette in evidenza la dualità del percorso artistico di Lynette Reed, che crea questa duplicità realizzando da un lato opere più astratte e caotiche, testimonianza dei pensieri e delle emozioni più profonde e dall’altro lavori più grafici e ordinati, dove a predominare è il soggetto naturale e floreale. La produzione dell’artista converge, tuttavia, nella stessa sostanza perché entrambe le tipologie di opere sono impegnate in un dialogo emotivo scandito da interno ed esterno, rumore e silenzio.
Le opere astratte, caratterizzate da un caos libero da ogni costrizione, sono il riflesso del suo mondo interiore. Colori e forme si alternano in una danza convulsa ma estremamente armonica, rivelando i diversi strati della sua esistenza, dei suoi pensieri e della sua più intima esperienza di vita. Sono delle mappe, fatte di pennellate impulsive rappresentative del caos dei pensieri che dolcemente vengono smussati dall’ondata di emozioni. Incarnano tutto, dalla passione alla gioia, dalla confusione alla certezza, catturando i momenti fugaci che la definiscono.
In opposizione, i fiori rappresentano il volto esteriore, la bellezza che curiamo e il controllo che cerchiamo di esercitare. Sono ordinati, composti ma vibranti e rappresentano l’armatura che indossiamo di fronte all’imprevedibilità della vita. Insieme, queste opere sono una celebrazione del contrasto tra la nostra turbolenza interiore e la calma che proiettiamo.
Lynette Reed
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LAURA SCHIAVON . LIVIA OCCHIGROSSI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE.
The YAH Factory, riapre dopo la pausa estiva con una delle sue mostre più attese, giunta quest’anno alla sua settima edizione. Illustrami fa parte di un progetto consolidato negli anni, un evento che vede come protagonisti i giovani artisti e poeti emergenti pronti a confrontarsi in una performance dai linguaggi diversi ma affini, generando una sintonia poliedrica che accompagna l’intera manifestazione. Attraverso l’arte musicale, figurativa e oratoria l’atmosfera è ricca di nuovi stimoli immersivi e attuali, che esprimono suoni originali, forme inusuali e parole dal nuovo significato culturale.
Ricky Bordoni
Denny Candotto
Federico Catagnoli
Chiara Cattaneo
Giulia Frump
Mattia Gravili
Marta Grimoldi
Cristian Iacono
Fabio Ingrosso
Ipsilonpi
Natalia Martinez
Rinkaku
Gianluca Ripepi
Sana
Marco Sperini
Mauro Valsecchi
Ilaria Amodio
Sydney Bohanan
Eric De Marchi
Magma
lamarrella
Alessandro Maccari
Martina Menichella
Aurora
Davide Palumbo
Radice
Anna Riti
Alessandro Salemi
Matteo Sanzi
Sabrina Sensoli
Raffaele Sperandeo
Variante di valico
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . ELENA VITTORIA DE LORENZO . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
Young Art Hunters, realtà di Milano da sempre impegnata nella promozione e divulgazione di arte giovane ed emergente, riconferma la sua collaborazione con l’Hotel Piccolo Lido anche quest’anno e per l’occasione presenta: Numphaion.
«Alle donne la terra, agli uomini il mare», si è sempre detto. Questa nozione ha perpetuato l’idea che le donne siano principalmente coinvolte nell’agricoltura e raramente nelle attività marittime. Navi e barche infatti, sono state a lungo considerate un dominio prettamente maschile. Per secoli si credeva addirittura che avere donne a bordo portasse sfortuna, poiché si pensava che distraessero i marinai dalla rotta prevista, tracciando parallelismi con le mitiche Sirene.
Eppure, la stessa mitologia greca ci insegna quanto la figura femminile e l’elemento acquatico siano complementari, narrandoci di diverse e molteplici divinità femminili dell’acqua, a cominciare da Talassa, la dea primordiale del mare, seguita da una stirpe di Nereidi e Oceanine, sue figlie e nipoti. Anche la storia è costellata di personaggi femminili che hanno sfidato i ruoli di genere e hanno lasciato un’impronta significativa, come l’ammiraglia spagnola Isabel Barreto e le piratesse Grace O’Malley, Anne Bonny, Mary Read e Ching Shih.
Denny Candotto
Marta Grimoldi
Ipsilonpi
Natalia Martinez
Oriella Montin
Rinkaku
Eric Romeo
Sana
Numphaion prende una rotta coraggiosa e naviga verso la parità di genere. Attraverso il racconto e il mito secolare delle terre liguri, intrapreso dal punto di vista di otto artisti emergenti in esposizione, l’intento è far riflettere il pubblico sul ruolo della donna moderna, riconosciuta come tale, pronta a raggiungere finalmente l’emancipazione sociale e ricongiungerla a quelle figure fantastiche e reali che hanno portato il potere femminile sulla bocca degli uomini.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE. LUCREZIA CARDILLO
L’esposizione si articola attraverso diverse sezioni, ognuna delle quali aventi come protagonista la figura femminile, soggetto fulcro nell’arte di Annett Gioia.
Le donne raffigurate dall’artista, sono delle vere e proprie veneri urbane, così intangibili quanto incredibilmente vicine ad ognuna di noi. Sono donne di tutti i giorni dai colori e dalle forme diverse, che silenziose, ci accompagnano lungo un viaggio fatto di emozioni sempre più travolgenti.
Annett Gioia
Annett Gioia è un’artista che vive e lavora a Francoforte, Germania. L’arte è sempre stata una parte importante della sua vita, influenzandola fin dalla prima infanzia, dandole modo di esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni attraverso l’utilizzo di diverse tecniche artistiche. Per lei l’arte è l’opportunità di rendere visibile l’immateriale, lasciando che siano i riferimenti istantanei della realtà a dare forma alle opere. Annett Gioia ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali tra l’Italia e la Germania, Venuses è la sua prima mostra personale a Milano.
La luce è un elemento fondamentale, che ci guida e ci scorta attraverso il percorso. Un bagliore che scopre ed accarezza i corpi nelle loro pose più naturali e nei loro momenti più intimi e quotidiani, rendendo l’osservatore uno spettatore silenzioso di quei gesti e di quelle movenze tanto delicate quanto accattivanti. La mostra alterna lavori su carta ad oli su tela, creando un collegamento sempre più stretto tra i colori e le donne raffigurate. Alcune figure sono solo abbozzate con chine e matite, altre, si rivelano cariche e sature in corrispondenza alla potente ricerca dietro ad ogni posa. Il suo obiettivo è trasmettere la profondità e l’unicità di ogni persona, sia attraverso disegni realistici che con una sintesi di linee essenziali.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
YAH ARTIST SINCE 2024
The essence è un’opera evocativa che si manifesta come una porta di legno profumata, che emerge da un cumulo di terra. Questa porta, per quanto realistica e tangibile, è inutile: non si può aprire. Appare nello spazio come un’isola in mezzo a una terra brulla, una meta alla fine di un viaggio interiore alla ricerca di sé stessi e dell’essenza. La porta di “the essence” è una metafora del percorso esistenziale. Rappresenta la fatica e l’impegno investiti nella costruzione di un sé che, alla fine, rimane inaccessibile. Il viaggio alla scoperta dei meccanismi della vita è simile al vagare per mare e per terra sotto il cielo infinito, sia di giorno che di notte. È un’odissea che richiede di andare oltre i sensi, di tentare di aprire una porta impossibile. Nello spazio in cui la porta emerge, la terra brulla suggerisce una destinazione raggiunta dopo un lungo vagabondare. Eppure, questa porta che si erge davanti a noi, che forse abbiamo costruito noi stessi con grande sforzo, non si può aprire. Questa impossibilità solleva una domanda profonda: esiste davvero un’essenza? O è tutto un miraggio, un’invenzione della nostra mente in cerca di significato? Dal legno della porta si diffonde un profumo, un’essenza naturale che permea l’ambiente circostante. Questo odore è intenso ma effimero, suggerendo una presenza che è reale e al contempo sfuggente. Forse, l’essenza che cerchiamo non è qualcosa da attraversare o possedere, ma semplicemente da percepire. Forse è solo un profumo, un ricordo olfattivo che ci ricorda la nostra connessione con il mondo fisico. The essence sfida lo spettatore a riflettere sul significato della ricerca interiore. La porta, pur essendo inutilizzabile, diventa custode di una dimensione inaccessibile. L’odore del legno, che è suolo e profumo, rappresenta un’essenza che non può essere catturata o attraversata, ma solo vissuta nel momento.
La serie di sculture Cast-aways esplora il tema del naufragio di una forma naturale attraverso l’uso del piombo. Queste opere sono fusioni di pezzi di rami, trasformati in rilievi aggettanti pochi centimetri. Presentate in piano e leggermente rialzate, le sculture proiettano un’ombra o un buio sotto di esse, creando un effetto visivo di profondità e peso. Il piombo, con la sua densità e il suo aspetto grezzo, viene utilizzato per evocare la gravità e la forza che trascinano i rami verso il basso, come corpi inerti alla deriva. Questa scelta estetica non è solo un richiamo visivo, ma una rappresentazione tangibile del naufragio di una forma naturale, che perde la sua leggerezza e vitalità sotto il peso del metallo. Cast-aways è una meditazione visiva sulla disgregazione e sulla perdita di forma. Le sculture invitano lo spettatore a riflettere sulla fragilità della natura e sulla sua capacità di mutare sotto l’influenza del tempo e degli elementi. Questa serie, con la sua potente materialità, offre una profonda riflessione sul naufragio come condizione esistenziale.
Fabio Ingrosso
Cast-aways series
piombo
var. 30x7x4cm
Lasciarsi, disperdersi. Composta di due parti, una in legno e una in ferro, questa opera rappresenta due entità che si separano e si disgregano. La parte in legno è un tronco che, marcito all’interno, è stato bruciato sul lato danneggiato, lasciando l’altro lato con la sua colorazione naturale. Il tronco, contorto e disorganico, vulnerabile e fragile, emerge dalla combustione delle esperienze vissute. La parte in ferro, realizzata in lamiera saldata e bruciata con l’elettrodo, è patinata di nero all’interno. La superficie annerita e l’aspetto ruvido della lamiera contrastano con la forza e la durezza del ferro, suggerendo un’analoga dualità di forza e debolezza, sofferenza. Le due parti, poste una di fronte all’altra, sono speculari nella forma, come due metà separate che si allontanano ma rimangono legate da un profondo legame visivo e concettuale. Entrambe le metà mostrano il lato bruciato all’altra, rivelando le proprie cicatrici e vulnerabilità, il fuoco che le univa. È un dialogo silenzioso tra due forme, due anime, due fiamme che si sono incontrate, amate e che insieme hanno bruciato, e che ora si disperdono nello spazio e nel tempo. Breaking up/apart è una riflessione sulla separazione e la disgregazione. La scultura rappresenta il dolore e la bellezza della perdita, la trasformazione che avviene quando due entità un tempo unite si distaccano, portando con sé le tracce del loro incontro e della loro combustione. È una meditazione sulla natura complessa delle relazioni umane, sulla capacità di amare intensamente e di sopportare la conseguente distruzione. L’opera invita lo spettatore a contemplare le dinamiche della separazione e del cambiamento. Breaking up/apart non è solo una rappresentazione di due forme che si allontanano, ma una celebrazione della capacità di sopravvivere alla dispersione, delle cicatrici che rendono unica ogni forma.
La serie di sculture Al Vento esplora l’intrigante metamorfosi della materia, dove il ferro, solitamente sinonimo di solidità e resistenza, rivela le sue fragilità. Realizzate in lamiera di ferro, queste opere sono il risultato di un processo artistico che coinvolge la saldatura e la bruciatura della superficie, conferendo alle sculture un aspetto ruvido e vissuto, in cui le tracce di calore e l’erosione diventano protagoniste visive. Le forme sembrano sfidare il tempo e gli elementi, ma al contempo rivelano una sottile vulnerabilità. Le forme si disgregano sotto l’influenza delle forze esterne, si distruggono, perdono la loro identità. Ogni pezzo racconta una storia di trasformazione, dove la vita e la forma si disfano in un lento ma inesorabile processo di erosione ‘al vento’. Questa serie è una meditazione visiva sulla disgregazione. Le sculture di Al vento evocano l’immagine di corpi che lottano contro la propria dispersione, offrendo una riflessione profonda sulla fragilità della vita e sulla sua inevitabile fine. In un mondo in cui tutto sembra essere in costante movimento e cambiamento, queste opere invitano lo spettatore a contemplare la bellezza intrinseca della decomposizione.
inFusione è una serie di fusioni in piombo di ghiacciai concettuali immersi in un mare realizzato in pannelli di legno bruciato. Ogni pannello del ciclo di opere, sollevato a diverse altezze da una minima base di ferro, offre uno sguardo unico sul ghiacciaio che ospita, invitando gli spettatori a inFondersi nella visione. La disposizione delle opere in un ipotetico allestimento consentirebbe al pubblico di adottare diverse prospettive, posizionandosi in ginocchio, sulle punte dei piedi o in altre posture, creando un coinvolgimento fisico e sensoriale con le installazioni. Sul piano concettuale, “inFusione” articola due riflessioni. Da un lato, l’opera esplora tematiche ambientali, rappresentando un mare di legno bruciato che richiama l’attenzione sulla nostra responsabilità nei confronti del pianeta. Dall’altro, la riflessione è più intima, indaga la natura transitoria della vita e del tempo. Il ghiaccio, quale registro mutevole di storie passate, è un custode per la nostra esistenza immersa in un mare già bruciato. La fusione del ghiaccio in acque sempre più calde rappresenta la transizione inevitabile della vita stessa. inFusione sfida lo spettatore a considerare come le nostre storie siano conservate e distrutte dal ghiaccio del tempo. inFusione è una provocazione sull’essenza dell’esistenza umana, un invito a contemplare il nostro impatto sul mondo e a riflettere sul confine fragile tra la conservazione e la distruzione.
BIO
Artista e musicista, lavora anche con lo pseudonimo _doo_t. (Death Of the Olive Trees). Dal 2021 studia Scultura all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, a Brescia, mentre lavora come direttore creativo in un’azienda specializzata in pubblicità monumentale. Dal 2023 segue un percorso di formazione con Stefano Bombardieri. Nato a Lecce nel 1994, ha vissuto a Brescia, Milano, Copenhagen, Malta, Madrid, Parigi, Londra, Melgven in Francia e Ginevra. I viaggi e la malattia, con cui ha convissuto per tutta l’adolescenza, sono state esperienze decisive per lo sviluppo della sua attitudine artistica. Nel 2023, vince il premio del pubblico nel contest di Filosofi lungo l’Oglio con l’opera “Non avere abbastanza desideri né fiato’.
solo
2023
Orme. Un sentiero di alberi – ombra del tem- po, brescia
2022
L’uomo assurdo, l’intensità della vita, Castellaro Lagusello
group
2025
Confluence, Young Art Hunters x Imagenation, paris
2024
illustrami 7, the yah factory, yah, milano
Cicatrici, Residenza d’artista, Organico Perduca, Travo
Si-O2 – Metamorfosi Visive, The YAH Factory, Milano
2023
Passione e Tradizione, S. Melzani, Sarezzo
Casematte, Calicanto spazio arte, Brescia
Anatomia dell’Essenziale, A. Rossoni e F. Ingrosso, Sarezzo, Villa Carcina
2021
Avvicinando la Natività, Museo Diocesano, Brescia
fairs
2025
baf, almach art & young art hunters, bergamo
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
Young Art Hunters è orgogliosa di presentare Purple Rain, la mostra personale dell’artista Luigi Francischello.
L’esposizione è un viaggio nella memoria attraverso i diversi personaggi che abitano le tele, figure che appartengono ad un tempo lontano che l’artista reinterpreta in chiave contemporanea con la volontà di aprire un dialogo con i grandi maestri dell’iconografia del passato, ispirandosi alle tavole indiane del xv secolo e alle stampe giapponesi ma anche a Courbet, Botticelli, Waterhouse e Von Stuck.
Purple Rain è un viaggio metaforico all’interno di identità possibili. È la messa in scena vistosa e ridicola che manifesta l’indicibile a garanzia dell’essenziale, della nuda e fredda tangibilità. Ciò che interessa è la monumentalità delle sembianze resa tale dalla tecnica pittorica utilizzata, veloce e istintiva ma al contempo ponderata e meditata.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
Per il Fuorisalone 2024, Young Art Hunters inaugura Duat of light, una collettiva di quattro artisti giovani ed emergenti pronti ad interrogarsi sul tema ‘materia-natura’.
Federico Catagnoli
Chiara Cattaneo
Elia Panori
Mauro Valsecchi
Le opere paradossali generate dalla bravura degli artisti Federico Catagnoli, Chiara Cattaneo, Elia Panori e Mauro Valsecchi, tendono la mano verso lo spettatore in un percorso accompagnato da soli interrogativi che si possono visionare nei materiali e nei concetti delle installazioni. Ci si addentra in una caverna dove la luce è il dubbio e l’oscurità la certezza di non poter affermare nessuna risposta. Il confine della nostra percezione risiede nella volontà di attraversarlo e varcare nuovi e non ancora scoperti misteri immateriali.
O Osiride, toro dell’Amenti! Thoth, re dell’eternità. Io sono il Dio grande della Barca divina che ha combattuto per te. Io sono uno di quegli dei, i Giudici che operano la giustificazione di Osiride contro i suoi avversari nel giorno in cui vengono pesate le Parole. Io sono un tuo consanguineo, Osiride.
Il Duat è una caverna denominata dagli antichi egizi “funeraria”, essa racchiude i più grandi interrogativi che l’antica civiltà si poneva insieme alla speranza in un aldilà che non fosse una fine ma piuttosto, un inizio. Prendendo in considerazione il Duat come luogo-non-luogo senza un tempo specifico, possiamo arricchirci di numerosi interrogativi sulla purezza della materia che abita la grotta, la stessa materia dove l’irresolutezza è il traguardo del percorso che ci permette di comprendere i limiti del genere umano e riconoscere l’importanza delle sorgenti vitali senza abusarne.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
MIA Photo Fair 2024
Alice Brizzi
Giulia Frump
Ego Nauta
Emma Vitti
Irene Vesentini
Young Art Hunters propone per questa edizione un progetto, formato a sua volta da diversi sotto-progetti che ne cambiano e trasformano la narrazione. Si apre il percorso espositivo con le fotografie permanenti della fotografa Emma Vitti, madre delle future generazioni, presentando tre serie importanti e di forte impatto visivo. Segue la sezione dedicata alle giovani promesse della fotografia con i progetti di Giulia Frump e Alice Brizzi, testimoni di un cambiamento che si è compiuto o che si sta lentamente compiendo, lasciando poi spazio ai progetti di Irene Vesentini e Ego Nauta dedicati all’attimo precedente al cambiamento, la paura e l’incertezza di quel che sarà, proposto attraverso epifanie visive congelate nell’istante prima di aprirsi alle infinite possibilità di un futuro incerto.
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
YAH ARTIST SINCE 2024
ILLUSTRAMI 8, YOUNG ART HUNTERS, 2025
2025
ILLUSTRAMI 8, THE YAH FACTORY, MILANO
2024
ILLUSTRAMI 7, THE YAH FACTORY, MILANO
BIO
“Se è vero, come penso, che il mondo è un’illusione, le storie sono l’unico modo per dialogare con esso, perché sono fatte della stessa materia”. Da bambino, rannicchiato nel suo sgabuzzino, Davide trovava nella scrittura un modo per fare questo: illudersi. Immaginare. Creare nuove finzioni per arricchire il suo mondo. E, in questo modo, conoscere sé stesso. Per un periodo piuttosto lungo, poi, si è abbandonato, perso negli intricati vicoli di percorsi che qualcun altro aveva tracciato per lui, troppo perfetti per essere suoi. Sarebbe sbagliato dire che ora è uscito da questo labirinto, e sarebbe sbagliato dare per certo che vi uscirà, ma sicuramente ha ritrovato gli strumenti per cercare la via. Per “tracciare il suo percorso”. Frase dopo frase. Illusione dopo illusione.
Se scriverò,
scriverò testi disturbanti,
incuranti,
che ti marchiano a fuoco un segno
buono o cattivo
doloroso o salvifico.
Che inducono alla follia.
Che inseminano domande
come piccoli germogli.
Chissà chi risponderà.
Se reciterò,
reciterò testi insolenti,
veri da essere disprezzati
Che non cercano consenso,
non inducono a risate,
sparati come un proiettile
alla cieca in una folla.
Chissà chi ucciderà.
Se leggerò,
leggerò con enfasi,
fermandomi ad ogni frase che
alimenta l’inutile lussuria di
viaggiare con la mente.
E mi prenderò la briga
di saltare e di strappare
tutti i libri che io solo,
con l’arbitrio che mi vizia,
riterrò indegni, confondibili,
immondizia.
Chissà chi li raccoglierà.
Se fumerò,
fumerò sigari,
mi inietterò morte vera,
morte gustosa,
morte che mi assaggia, mi assapora,
questa notte.
Poi mi dice: perché mi cerchi
solo a volte?
Non lo so, rispondo io.
Cerco a volte anche la vita.
Busso a entrambe, vi corteggio.
Un po’ ci flirto.
Chissà chi si innamorerà.
Se crescerò,
crescerò solo dopo aver sbagliato,
dopo aver fallito,
dopo aver fatto soffrire,
dopo essermi pentito così tanto
che desidero morire.
Chissà chi mi accontenterà.
Se dirò addio,
dirò addio godendomi la sofferenza,
senza perdermi uno sguardo,
col terrore di un bambino
che ha paura di cambiare
il suo gioco preferito,
che non ha il coraggio di affrontare
il livello successivo.
Lo farò abbaiando come un cane
che si sente abbandonato
una mattina d’estate.
Chissà chi ritornerà.
E se, infine, morirò,
morirò suicida.
Perché non riesco a non pensare
che niente ha più valore della fine.
Che anche la morte,
con un po’ di fantasia,
si può rendere poesia.
Chissà chi mi piangerà.
I vecchi a me
danno noia. Qui però
sono nipote
Amo i gatti.
Per ogni occhiata curiosa,
c’è un po’ di voglia di scappare.
Ogni artiglio per attaccare,
c’è un cuscinetto gonfio abbastanza per atterrare,
correre,
scappare.
Per non farsi male.
Amo i gatti,
perché quando ti usano
lo fanno sinceri,
e ti chiedono il permesso.
Amo i gatti,
che ignorerebbero un tramonto sul mare
per uno spago che agito nella mano,
perché, al contrario del sole, è imprevedibile
e si deve meritare.
Amo i gatti
perché non cercano di capirti,
ma di incuriosirsi.
E per ogni curiosità che soddisfano,
ne troveranno subito un’altra con cui imparare il mondo
e risolverne tutti i misteri in un secondo.
Emozionarsi come bambini e dilatare lo sguardo,
salvo poi stancarsi,
abituarsi,
e ricercare un nuovo traguardo.
Amo i gatti,
perché con le loro stramberie,
alla fine,
mi insegnano il mondo.
Che va vissuto,
inventato,
secondo per secondo.
Amo i gatti,
perché sono come questa poesia.
Confusa, slegata,
una follia.
Ma almeno è mia.
Mi chiedi perché
non scrivo di te
E so che non scherzano
i tuoi sentimenti
mentre scherza
la tua bocca.
Che ti muovono da dentro come dei burattinai
Echi del passato
Dici
Una partita con me stessa.
È una tenera bugia:
Non si smette mai né di giocare
Né di invitare altri a partecipare.
E se gioco da avversario
O da nemico
Lo decidi solo tu.
È un enigma ciò che dici
Più di ciò che pensi.
È la maledizione
degli ironici.
Ti tradiscono la voce
E la taranta del tuo sguardo
È la condanna
dei sinceri.
Sono forse
la tua droga?
Ti avveleno dall’interno
mentre tu
mi spingi in vena?
Sei la vittima
di un mio inganno?
Ti sei unita alla partita
che gioco con me stesso.
Ma se giochi da avversario
O da nemico
Lo decido solo io.
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
YAH ARTIST SINCE 2024
BIO
solo
2025
questo non è un bicchiere, the yah factory, yah, milano
group
2025
confluence, yah x imagenation, paris
2024
Sio2, The YAH Factory, YAH, Milano
2020
Giovani in Arte, Palazzo Ferrajoli, Roma
fairs
2025
baf, almach art & young art hunters, bergamo
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
YAH ARTIST SINCE 2024
ILLUSTRAMI 8, YOUNG ART HUNTERS, 2025
ILLUSTRAMI GREATEST HITS, ALMACH EDITORE, 2022
2025
ILLUSTRAMI 8, THE YAH FACTORY, MILANO
2024
ILLUSTRAMI 7, THE YAH FACTORY, MILANO
2023
Illustrami 6, The YAH Factory, young art hunters, Milano
2021
The Contest, Looking For Art, Milano
BIO
Matteo Sanzi, nato a Milano il 20/05/1997. Studia Fisica all’università, con la penna in una mano e un romanzo nell’altra. Dopo la laurea frequenta corsi di scrittura creativa, poesia, e trova un lavoro che non c’entra nulla con quanto sopra: quantomeno gli dà da mangiare e paga le bollette. Tiene nel cassetto un romanzo, un silloge e una traduzione di poesie dall’inglese. Da grande vuole scrivere per vivere; al momento, vive per scrivere.
Il cerbiatto ha corna che sbocciano
sono ciliegi in fiore. Sta crescendo
con paura, ma poggia il naso
sulla mia mano tesa. Una carezza
di cui sente il profumo buono
riconosce la propria casa.
E vedo negli occhi pece
simili a pozzi profondi
qualcosa che avevo dimenticato.
Il cucciolo ritrova ciò che ha perso – ora
è diventato cervo.
Il futuro è un acido che corrode
da dentro, mentre rapido corre
da te. All’oscurità sceglie
gli scatti spasmodici delle macchine –
se il buio è inevitabile, preferisce
non averne memoria: meglio
dimenticare la Storia. E se distratto
non ha potuto raggiungerti ancora
di questo gli rincresce. Come vola il tempo
quando si cresce.
Di notte sono un ratto
che sgomita nei vicoli
per un briciolo di spazio.
Ululo a una lampadina
spenta, per credere
che non sia più vera
della sfera di luce novembrina.
Piccolo e lesto, manifesto
il non appartenere
alla natura umana
Terminata la finzione
lascio indietro il pelo
ma non la coda – e di sicuro
non il vizio. Avvicino
alla luna piena il mio cuscino.
Se mi scivoli nelle vene
e lì vi lasci pezzi di sangue
non mio, a blocchi – mi tocchi
e poi scegli di non tornare più
mi perderai in questo rollio di cuori
tamburi che suonano nel fondo di una giungla
da bestie che non sanno come essere amate
perché non sanno com’è essere amate.
Improvvisamente provo
un sentimento più profondo
della bestia che gridava
Amore
al cuore del mondo
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
In assonanza con i racconti dell’autore boemo Franz Kafka e per il centenario della sua morte, Young Art Hunters, realtà da sempre impegnata nella promozione e divulgazione dell’arte emergente, inaugura in suo onore
‘SiO2’ – Metamorfosi visive.
Acrylic Needs
Bic Indolor
Amerigo D’Angelo
Fabio Ingrosso
Mattia Gravili
Lorenzo Mazzotta
Oriella Montin
Germán Muñoz
Nastazja Staniszweska
Mary Claire Tillotson
Nicole Viranin
Come il silicio, la cui composizione chimica polimorfica può assumere diversi connotati a seconda della percezione e dell’ambiente circostante, così gli undici artisti in mostra affrontano i temi del trasformismo mistico e fisico, sviluppando, proprio come nel racconto ‘La Metamorfosi’, una riflessione verso l’identificazione delle problematiche dell’uomo contemporaneo; quali: l’incapacità di dialogo tra le persone, l’incomunicabilità delle proprie esigenze e l’esilio del diverso.
Amerigo D’Angelo
Lorenzo Mazzotta
Acrylic Needs
Germán Muñoz
Bic Indolor
Mary Claire Tillotson
Fabio Ingrosso
Nastazja Staniszweska
Mattia Gravili
Oriella Montin
La mostra vuole dunque aprire un dialogo verso una condizione sociale dove la propria identità personale viene annientata in funzione di un’omologazione alla forza lavoro e dove l’alienazione prende piede sia nella società odierna che nel contesto familiare creando delle vere e proprie mutazioni fisiche e di pensiero.
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
SOLD ARTWORKS
Labyrinth 5
Labyrinth 8
Ligea
BIO
Ylenia Pigozzo, nota anche come ipsilonpi, è nata a Como nel 1988. È una pittrice autodidatta dal 2011. Ha sempre sperimentato varie tecniche e media, ma il suo stile è stato astratto fin dall’inizio. Dopo un periodo di profonda trasformazione della sua vita, ha sentito il bisogno di condividere la sua arte e di concentrare tutte le energie su un progetto personale. Non poteva continuare la sua vita così com’era e l’arte l’ha salvata. È così che ha preso forma il suo studio. Attualmente si trova in campagna, vicino al lago di Como, ma è uno studio itinerante, un’idea che si adatta perfettamente al suo stile di vita. Ha sempre creato ovunque si sentisse ispirata, in ogni angolo della terra. Questa sarà la filosofia: il suo studio è il mondo. Descrive la sua arte come un’opera per viaggiatori, perché ogni opera è una storia di esplorazione interiore o un viaggio in luoghi lontani, ispirata dai suoi sentimenti di viaggiatrice e dalle sue visioni oniriche, soprattutto in quest’epoca di disconnessione dalla nostra anima e dalla natura. I suoi dipinti sono fatti di texture, colori, emozioni e storie nascoste. Seguite il viaggio!
solo
2025
flow, the yah factory, milano
ipsilonpi, torre delle arti, bellagio
2024
labyrinth, ipsilonpi studio, como
group
2025
Confluence, Young Art Hunters x Imagenation, paris
illustrami 8, the yah factory, milano
the art of connection, the holy art gallery, london
2024
The others art fair, Young ARt Hunters, Almach art gallery, torino
illustrami 7, the yah factory, yah, milano
numphayon, young art hunters, bordighera (IM)
art in the garden, unfair, superstudio più, milano
re-gen, the yah factory, yah milano (MI)
double shadows, galeria gaudì, madrid
2023
morfeo, the yah factory, yah, milano
2019
arte in villa, villa calvi, cantù
fairs
2024
The others art fair, Young ARt Hunters & Almach art gallery, torino
2023
art3f, porte de versailles, galeria gaudì, madrid
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
BIO
group
2025
de-tales, almach art gallery, milano
life on mars?, the yah factory, yah, milano
2024
illustrami 7, the yah factory, yah, milano
numphayon, young art hunters, bordighera (IM)
re-gen, the yah factory yah, milano (MI)
2023
collettiva, cuveè, milano
ground glass, pubblicazione su rivista 5 di zero, anna maria belloni
uno scatto contro la violenza sulle donne, ancona
2022
theatrical, teatro sociale, como
collettiva, von zeider art gallery, berlino
2021
fanzine meraki, simona ghizzoni, alessandro ciccarelli
2020
lis-piazza, associazione lissi, como
2019
personale ostello bello, como
2018
personale associazione helianto, como
2017
collettiva looking for art, milano
2016
collettiva art fair, villa tittoni, desio
2015
10×15, teatro san teodoro, cantù
personale, teatro san teodoro, cantù
fairs
2025
mia photo fair, young art hunters, milano
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
YAH ARTIST SINCE 2024
BIO
Marco Sperini nasce nel 1998 a Teramo. Pittore autodidatta, inizia a dipingere nel tentativo di dare forma a sogni che lo tormentano. Nel tempo si affascina al surrealismo e agli studi di psicoanalisi.
La sua pittura ibrida le forme oniriche ai corpi della veglia creando costruzioni che proliferano in uno spazio senza tempo. I suoi studi come fisioterapista e osteopata non solo gli consentono di esplorare e studiare ulteriormente il corpo, ma agiscono anche come stimolo per un’esplorazione più profonda della condizione umana. La sinergia tra la sua formazione in medicina manuale e quella artistica crea una rappresentazione del corpo caratterizzata da una profonda complessità, lontana dall’anatomia “vera” e dalla mera visione scientifica.
group
2025
confluence, yah x imagenation, paris
illustrami 8, the yah factory, milano
2024
illustrami 7, the yah factory, yah, milano
2023
re-gen, the yah factory, yah, milano
morfeo, the yah factory, yah, milano
2020
giovani in arte, palazzo ferrajoli, roma
fairs
2025
baf, almach art & young art hunters, bergamo
young art hunters associazione ets
via bramante 13 20154 milano
97890630151
Young Art Hunters, realtà da sempre impegnata nella promozione e divulgazione dell’arte emergente, inaugura ‘Re-gen(eration)’ una mostra dedicata ai nuovi artisti rappresentati 2024. I nove artisti in esposizione, si presentano al pubblico esponendo gli ultimi lavori in produzione ed inediti in esclusiva per la galleria The YAH Factory. Il percorso si articola tra opere pittoriche, collage, installazioni, fotografie digitali ed analogiche ed è un vero e proprio viaggio all’interno dell’inconscio dell’artista, tra emozioni, ricordi di vite trascorse e nuove sensazioni, pronte ad affascinare e far riflettere lo spettatore.
Federico Catagnoli
Epie
Marta Grimoldi
Cristian Iacono
Ipsilonpi
Thomas Pagani
Martyna Pietrasik
Marco Sperini
Mauro Valsecchi
Re-gen(eration) è materia che si rinnova, che fiorisce e rinasce per dare vita ad un nuovo movimento, giovane e senza regole dove gli artisti che ne fanno parte possono mettersi in gioco, spogliandosi di tutte quelle costrizioni troppo strette e che spesso limitano l’espressione artistica più pura.
Martyna Pietrasik
Ipsilonpi
Epie
Thomas Pagani
Cristian Iacono
Mauro Valsecchi
Federico Catagnoli
Marco Sperini
Mostra curata da Barbara Basile e Elia Panori
un ringraziamento speciale a
LORENZA PAGLIARI . LIVIA OCCHIGROSSI . ILARIA RONZONI . LUCA TEMOLO DALL’IGNA . ANNA PENNATI . VITTORIA BASILE
report




report







Diventa Socio Sostenitore
La tua tessera socio di Young Art Hunters ti consentirà di ricevere aggiornamenti sui nostri eventi e sui nostri progetti nazionali e internazionali.
La quota è di €100 e validità di un anno solare
Diventa Socio
La tua tessera socio di Young Art Hunters ti consentirà di ricevere aggiornamenti sui nostri eventi e sui nostri progetti nazionali e internazionali.
La quota è di €30 e validità di un anno solare
