Vincitori ILLUSTRAMI 2

ECCO A VOI I VINCITORI DELLA SECONDA EDIZIONE DI “ILLUSTRAMI 2”

NICCOLO’ MISRACHI

Nato nel 1997 a Milano, Italia, completa i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Milano ACME come Illustratore. Inizia il percorso nelle arti figurative all’Istituto Comprensivo Statale Jacopo Barozzi nel 2011, realizzando, il collaborazione con lo stesso, il layout grafico di “Polis 3000”. Gioco da tavolo destinato alle scuole italiane, promosso dal comune di Milano. Dal 2012 studia materie pittoriche presso il Liceo Artistico Statale Umberto Boccioni di Milano. Contemporaneamente approfondisce grafica e pittura digitale, permettendogli di realizzare artwork per note band underground italiane come Landscape of Zeroes, Atomic Massacre, Eraser ecc. Dal 2017 studia fotografia in Accademia appassionandosi alla fotografia paesaggistica.  Approfondisce inoltre le tecniche di animazione digitale 2D e inizia la sua esperienza editoriale pubblicando il libro illustrato “Il Piccolo Asso” nel 2019. Seguo i miei impulsi e cerco di assecondare i bisogni dei diversi lati del mio carattere. Per questo cambio spesso il modo di esprimermi, gli strumenti, i materiali e lo stile.  Il suo desiderio è quello di riuscire a creare opere che possano essere spunto creativo per qualunque altra persona. Da poco ha pubblicato il suo primo album con il nome d’artista Ekku (Prophecy of Ephraim) sulle più famose piattaforme musicali streaming quali Spotify, Ttunes e altre.

Balance – Acrilico su cartoncino
Femme Fatale I – Acrilico su tela

FRANCESCO DI DONNA

Classe 1992, nasce a Novara ma le sue radici affondano nella cultura partenopea.
Si laurea in Scienze Politiche e di Governo, presso l’Università Statale di Milano.
La sua formazione umanistica e l’animo romantico trovano terreno fertile nel sociale.
Impegnato nell’antimafia sociale per nove anni, in cui ha ricoperto ruoli quali Responsabile
dell’Osservatorio provinciale sulle mafie e Coordinatore del settore Formazione per Libera Novara, comincia a sviluppare una scrittura di stampo giornalistico, scrivendo dossier e articoli. Nel 2019 è co-fondatore dell’Associazione di promozione sociale “Educare alla Bellezza”. Questa realtà politico-culturale intende essere un soggetto attivo nella società civile, proponendo attività, ragionamenti e riflessioni sul Mediterraneo, cercando di reinterpretare le sue variabili. I canali tramite cui si esprime sono il teatro e il blog, “TRAME” (acronimo di “Tra le Radici del Mediterraneo”), di cui Francesco è direttore da gennaio 2019, sviluppando altre forme di scrittura. Cura inoltre la rubrica “Thèa. Finestre sul Mediterraneo”, fornendo “un approccio multidisciplinare a servizio dello spazio web, che muove dalla storia alla sociologia, dalla filosofia alla politica, dalla
geografia all’antropologia, in grado (questa l’ambizione) di sezionare le molte sfaccettature che si celano dietro verità apparenti, che solo unite possono dare l’ampiezza di un fenomeno complesso. Al centro, tra natura e artificio, l’uomo, che al tempo stesso è indagatore e oggetto d’indagine. Il mondo, come l’uomo, è vasto e complesso, e solo con pazienza può essere scoperto, indagato, compreso. In queste pagine, tra queste imposte, si leggerà lo sforzo di raccontare reinterpretare porzioni di realtà.”.

Quarantena allo specchio
È una quarantena di attesa
calma apparente
impotenza frustrante
e meccanismi di difesa.
È una quarantena di preoccupazione:
ciò che non si vede crea timore,
ciò che non si sente crea rumore
ciò che non si conosce crea molta confusione.
È una quarantena di riflessione
su politiche sbagliate – sempre le stesse –
e sull’effetto domino (globale)
della sottovalutazione.
Non tutti hanno accettato e condiviso l’arresto costretto del quotidiano,
c’è stato persino chi l’ha rifiutato.
Lo stato di natura si palesa in un eccessivo, ancestrale, conato
che relega lo stato di diritto in secondo piano.
Infine ognuno ha compreso,
a suon di campane,
la gravità della situazione:
– con questo nemico nessun compromesso – ciascun ego è indifeso.
L’industria rallenta, l’economia rallenta, l’uomo rallenta.
La natura si riappropria delle città, del suolo, dell’acqua, dell’aria.
Le ferite dei marciapiedi si riempiono di erba,
come vene nel cemento e nelle fondamenta.
Sempre più netta la forbice sociale,
le disuguaglianze sono accentuate.
I ritmi della giornata sono scanditi da telefonate e videochiamate,
il contatto è ormai solo virtuale.
Che fine fa la compassione?
se, nel gergo, chiamiamo untore il soggetto positivo?
È un puro sentimento collettivo
o è relegata ad una canzone sul balcone?
Siamo in ansia per un parente, un amico, un vicino, un conoscente.
Aspettiamo il picco e il calo del picco,
notizie rassicuranti dall’amico dottore o dal telegiornale,
l’omelia salvifica e la conferenza del Presidente.
Proviamo un rinnovato sentimento di umanità
per un ciuffo fuori posto, aggiustato con garbo,
per un abbraccio alla croce, nel tempio deserto,
in preda al panico della fatalità.
Ci serva da lezione: una volte per tutte,
dovremmo decidere da che parte dirigere la nostra sorte.
Verso il solito sistema che si autodistrugge,
o verso un nuovo orizzonte che si autoproduce e si protegge.

Educare alla Bellezza

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