Dario (Tricase, 1982), sviluppa fin da giovane un forte interesse per l’immagine come
strumento di osservazione e interpretazione della realtà. Nel 2008, mentre consegue un
MBA alla Columbia Business School a New York, La fotografia diventa il centro della sua ricerca. I primi lavori nascono da lunghi viaggi tra Americhe, Asia e Africa. Il suo sguardo si concentra sulla presenza umana: volti, gesti ed emozioni diventano il fulcro di una narrazione intima, orientata alla vulnerabilità e alla connessione autentica. Negli ultimi anni la ricerca si è fatta più introspettiva e autobiografica. Esperienze personali — tra cui il divorzio, la vendita della casa dei nonni, le figlie — si trasformano in dispositivi concettuali per indagare memoria, perdita, trasformazione e desiderio, in equilibrio tra dimensione individuale e risonanza universale. Pur lavorando prevalentemente in digitale, mantiene un forte legame con la fotografia analogica. Parallelamente, opera a tempo pieno in finanza: una duplicità che alimenta un linguaggio fotografico sospeso tra rigore e vulnerabilità.